venerdì 29 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA: COSMOS MEDIA ITALIA MEDIA PARTNER DEL PROGETTO SPORTIVO EM314


Cosmos Media Italia supporta le attività media e di Relazioni Pubbliche  del progetto di marketing dello sport di supporto all’atleta Emmanuele Macaluso denominato EM314.


Cosmos Media Italia e EM314 hanno concluso un accordo di media partnership. L’accordo prevede l’attività di ufficio stampa e di supporto alle relazioni pubbliche per il progetto di marketing dello sport EM314. Cosmos Media Italia fornirà il suo contributo anche sui social media e nelle azioni di brand management del progetto.

Cos’è EM314
EM314 è il progetto professionale di marketing dello sport che supporta il rientro all’attività agonistica di Emmanuele Macaluso. È un progetto operativo gestito formalmente dall’associazione Factory Performance di Torino.
Lanciato nel novembre 2019, a pochi mesi dal lancio conta una rassegna stampa con oltre 150 articoli pubblicati e migliaia di follower e fan sui social.

L’accordo di media partnership è da considerarsi a tutti gli effetti attivo.

mercoledì 13 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA: MARKETING DELLO SPORT E CSR - ONLINE IL MEMORANDUM CON LA NUOVA STRATEGIA DI MARKETING DI EM314 RIMODULATA A SEGUITO DEL RINVIO PER COVID-19


Ad un mese dall’annuncio del rinvio del debutto del progetto sportivo EM314 a causa del Covid-19, Emmanuele Macaluso condivide gratuitamente un memorandum con la rimodulazione della strategia di marketing del progetto. Questa operazione di CSR viene svolta per fornire qualche utile indicazione ad altri atleti e  società sportive.


Ad un mese dall’annuncio del rinvio di un anno del debutto sportivo, e conseguentemente del progetto di marketing dello sport denominato EM314, a causa delle limitazioni per l’emergenza sanitaria Covid-19, Emmanuele Macaluso pubblica un memorandum con la rimodulazione della strategia di marketing.

Il memorandum, in download gratuito, viene pubblicato con l’intento di mettere a disposizione di atleti e società sportive alcune indicazioni utili nella gestione delle strategie di marketing sportivo all’interno di uno scenario di crisi come quello attuale. Un modello di marketing e change management applicato allo sport.

Chi è Emmanuele Macaluso
Emmanuele Macaluso è un esperto di marketing e docente. È l’autore, portavoce e primo firmatario del Manifesto del Marketing Etico (2011). Autore di libri, saggi, analisi e articoli sul marketing e la comunicazione. I suoi libri “Bende Invisibili – Manifesto del Marketing Etico” (2011) e “Dirty Marketing” (2014) sono inseriti nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino. Nell’ambito del marketing dello sport, è stato NOC Assistant con il CONI durante i XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 e ha curato alcuni progetti sportivi tra cui “Oncemore”, “SMPI” e ora “EM314”. Oltre ad essere un esperto di marketing è un atleta professionista. (Maggiori informazioni sul sito emacaluso.com)

Cos’è EM314
EM314 è il progetto professionale di marketing dello sport che supporta il rientro all’attività agonistica di Emmanuele Macaluso. È un progetto operativo gestito dall’associazione Factory Performance di Torino. Lanciato nel novembre 2019, a pochi mesi dal lancio conta una rassegna stampa con oltre 150 articoli pubblicati e migliaia di follower e fan sui social.

Sono particolarmente soddisfatto di questo lavoro - dichiara Emmanuele Macaluso, che continua - Il memorandum è un documento che ho voluto scrivere e divulgare gratuitamente per aiutare, in un momento delicato come questo, quelle piccole realtà sportive che non hanno competenze tecniche solide a fare le opportune modifiche alle proprie strategie per superare l’attuale scenario di crisi. Tra l’altro, il punto di vista del memorandum è inedito perché copre tutte le prospettive possibili, in quanto è scritto dal Marketing & Communication Manager di EM314  che è anche l’atleta al centro dell’attività del progetto. Un fatto inedito. In questo periodo si parla solo di calcio e dei grandi campionati sportivi, io invece ho deciso di fare questa attività per cercare di dare qualche spunto alle tante piccole società, che con molti sacrifici svolgono un’importante funzione sociale e di supporto ai nostri giovani. Ho scritto il documento con linguaggio non eccessivamente tecnico per renderlo fruibile dal maggior numero di dirigenti sportivi e atleti”.

Il memorandum dal titolo “Progetto EM314 - Rimodulazione della strategia di marketing alla luce del rinvio del debutto sportivo per l'emergenza Covid-19”, è da considerarsi a tutti gli effeti un’azione di CSR (Corporate Social Responsability – Resposabilità Sociale d’Impresa nda) che l’esperto di marketing torinese condivide in accordo con l’associazione Factory Performance di Torino e sotto l’egida del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

Questa attività è destinata a fare di EM314 un case history. Nelle scorse ore infatti, Emmanuele Macaluso è stato invitato a partlare di questa iniziativa, e del progetto, presso alcuni atenei italiani. Seguirà comunicato stampa.

È possibile scaricare il memorandum al seguente indirizzo  https://independent.academia.edu/EmmanueleMacaluso


Di seguito i contatti di EM314

domenica 10 maggio 2020

EM314 - Issue # 4 – RITORNARE AD ALLENARSI DURANTE IL CORONAVIRUS

(Tempo di lettura: 2 minuti)

(Nella foto EM314 durante la prima uscita dopo il lockdown per il Covid-19 il 4 maggio 2020 - Ph. F. De Carli)



59 giorni. 59 giorni lontano dai trail. 59 giorni di lockdown. Una situazione in cui era difficile immaginare di trovarsi. 59 giorni chiusi in casa ad aspettare ogni giorno le 18, momento in cui la Protezione Civile dava i numeri dei contagi, dei tamponi e purtroppo dei decessi.
In questo contesto, chiuso in casa, ho provato ad allenarmi come potevo. Mi è mancata la mia “Ipazia”, la libertà di poter correre.
59 giorni senza il rumore delle gomme sulla terra e il vento che aumenta con la velocità.
Tornare ad allenarsi in bici, dal 4 maggio 2020, 20 giorni dopo aver annunciato il rinvio di un anno del mio debutto alle gare è stata un’esperienza difficile da raccontare. E in fondo non lo farò. Non ce n’è bisogno.
Basta guardare il sorriso sul mio volto nella foto allegata a questo breve articolo.
Il sorriso nonostante il male alle terga. Il sorriso nonostante il male alle gambe che in 2 mesi senza pedalare ora fanno fatica. Il sorriso di aver pareggiato il conto con la bilancia, alla continua ricerca di quel rapporto peso-potenza, che appena “molli” va verso il peso.
Il sorriso di una libertà riconquistata e data erroneamente per scontata.
Purtroppo il Covid-19 c’è ancora. Invisibile. Tra qualche giorno, passato il periodo di incubazione del virus capiremo gli effetti di questa riapertura collettiva alla vita.
Si spera di non fermarsi ancora, con la certezza però che la salute dei nostri cari – e nostra – è la cosa da salvaguardare prima ancora della nostra professione. Della nostra passione. Vedremo.
Intanto ora pedaliamo. Ci alleniamo. Proviamo a ritornare quelli che eravamo prima del DPCM di inizio marzo che ci ha protetti nelle nostre case. Lontano da tutti e (forse) un po’ più vicini a noi stessi. Il lupo torna a correre nelle foreste.
A presto



Emmanuele Macaluso – EM314

mercoledì 11 marzo 2020

EM314 - Issue # 3 - ESSERE ATLETA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS


(Tempo di lettura: 2 minuti)


“Vivi oggi. Combatti domani”Cit. dal film “La mummia”, regia di Stephen Sommers (1999)

La citazione sicuramente non rientra tra le più colte. Tuttavia, quando ho letto il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, come tutti, ho dovuto scegliere cosa fare del mio tempo da dedicare all’attività sportiva e al progetto EM314.

Preciso che non è in alcun modo mio intendimento, al contrario di molti sedicenti inflencer/testimonial (non incaricati da alcuno), dare indicazioni circa i comportamenti da tenere in queste settimane. Il decreto “tocca” l’ambito sportivo in modo chiaro, e quindi non c’è bisogno di aggiungere altro. Mi perdonerai se non mi “innalzerò” al rango di fine esegeta del foro… qual non sono.
Ricordo a me stesso, e al gentile lettore, che questo blog non è altro che un “diario di viaggio” che racconta il ritorno di un soggetto comune nel mondo dello sport dopo anni di inattività. Una condizione che mi accomuna a molte altre persone che vorrebbero avere qualche ambizione in più rispetto al giro in bici la domenica mattina. In più, il web continua ad essere un posto democratico – per alcuni troppo – e quindi confido nella bontà di coloro che hanno piacere di leggere le impressioni e le sensazioni di “uno di loro”.
Guardando i dati di lettura di questo blog, a quanto pare sono molti, e li ringrazio.

Intanto inizio con lo scrivere che non ho scelto di stare a casa. Credo che non si debba scegliere di seguire un’indicazione delle autorità competenti. L’ordinamento  giuridico è alla base di un sistema sociale civile. A quanto pare lo saremmo ancora. Quindi, stare a casa e non uscire ad allenarmi lo vedo come un mio preciso dovere civile.

Nelle prossime settimane dovrò comunque allenarmi, anche se non sarà lo stesso. Si lavorerà soprattutto sul potenziamento muscolare in casa. Anche se onestamente non so se si tratterà di potenziamento o mantenimento. Ci sarà tempo per fare le valutazioni alla ripresa delle normali sessioni di allenamento. Lavorerò anche sull’alimentazione per cercare di perdere ancora peso, continuando a valorizzare il mio rapporto peso-potenza.

Al di là del decreto, nelle ore antecedenti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mi stavo già ponendo alcune domande che meritano qualche riflessione che desidero condividere.

Ho poco più di 40 anni e sono un soggetto tendenzialmente sano che fa sport. Apparentemente non dovrei temere per le conseguenze di un potenziale contagio. Guardando le statistiche, probabilmente “mi farei” l’influenza e arriverei alla conseguente guarigione.
In realtà questo non è detto, e non ho gli strumenti per fare SERIAMENTE una valutazione di questo tipo. Infatti, soprattutto sotto sforzo, le difese immunitarie si abbassano ed è difficile comprendere la reale capacità di penetrazione del virus nell’organismo.

Negli scorsi giorni sono arrivate indicazioni discordanti, che hanno visto addirittura virologi “litigare” tra loro. Ovviamente, con grande responsabilità civile, non attraverso un confronto scientifico privato ma a mezzo stampa. Tutto questo con ripercussioni discutibili sulla credibilità, ma con grande piacere dell’ego. Buon per loro.
Siamo passati dal “è poco più di un raffreddore” al “letale”. Con una forbice intermedia alquanto ampia. Riempita da una serie di teorie discutibili che ci sono state regalate da un’ampia offerta mediatica. La preferita di molti è stata quella che ci ha offerto la nostra TV di stato che ha dato la parola all’astrologo. Si, ho scritto proprio “astrologo”. E poco importa che lo stesso non abbia letto nelle stelle - in anticipo - l’arrivo di questo momento così problematico. E meno ancora importa che la suddetta venga pagata dal canone coatto nella bolletta della luce. In fondo è servizio pubblico. Notevole.

Non prendo in considerazione le info sui social. Umberto Eco aveva ragione. Piovono conferme a quasi ogni post.

Fatto sta, che nelle ore precedenti l’emanazione del decreto qualche domanda me la sono fatta e devo ammettere che non sono riuscito a darmi una risposta. L’innalzamento del livello a “zona rossa” per tutta l’Italia mi ha dato un’indicazione, ma ancora oggi non riesco a comprendere la reale gravità della situazione e la ricadute potenziali sulla mia salute e la pianificazione del mio lavoro. Anche in questo, credo di non essere l’unico.

Nelle scorse ore ho sentito anche dei medici, e forse in un mondo dove l’effetto Dunning-Kruger ha ormai raggiunto i livelli che forse dovrebbe avere l’istruzione, sono stati gli unici ad aver sostanzialmente ammesso di non saperne ancora molto e quindi di avere un atteggiamento prudente. Anzi, il “più possibile prudente”.
Si va dal “La situazione è in evoluzione e aspettiamo i dati”, a “La situazione è grave ma non drammatica” fino a “E’ presto per dirlo, ci sono studi che direbbero..”.

Non sono una persona particolarmente ansiosa, ma non nascondo il fatto che mi senta un po’ confuso. Quindi avrò un atteggiamento prudente. Anzi, il “più possibile prudente”.
Tipico di chi non ha risposte. Senza provare invidia per tutti coloro che hanno certezze granitiche.

Al di là delle questioni strettamente legate al virus, ritengo che non allenarsi per strada possa intanto annullare la possibilità di cadute e infortuni, lasciando gli ospedali e il personale medico libero da incombenze che si potevano evitare. Credo che anche questo sia un dovere civile.

Un piccolo inciso sulla questione ospedali. Nelle scorse ore ho ricevuto un messaggio audio. Una voce femminile, parlava di una situazione limite negli ospedali, con rianimazioni piene, nelle quali i medici si troverebbero nelle condizioni di “scegliere” chi far vivere o morire. Ovviamente la voce in questione parlava dando per scontato che tutti la conoscessimo. Senza qualificarsi.
Ecco, queste sono le uniche cose sulle quali non sono confuso in questo momento. Non le prendo in considerazione e spero che le autorità possano mettere queste “voci” di fronte alle proprie responsabilità giudiziarie. Il nostro Paese in fondo, continua a essere il Paese del “me lo ha detto ammio (con la “a” e tutto attaccato) cuggino (con due “g”)”.

Nelle prossime settimane quindi mi allenerò in casa. Da solo. Cercherò in modo disciplinato di non arretrare nella preparazione.
Contemporaneamente rimodulerò con il mio staff le attività di comunicazione del progetto EM314 dei prossimi mesi.
Discorso a parte per la preparazione tecnica, dove dovrò ripianificare i corsi di guida e gli allenamenti “di gruppo” e sui trail.
In tutti i casi, almeno fino al 3 aprile, la mia Ipazia resterà a riposo nel box.

In altre parole, cercherò di vivere oggi per combattere domani. Come molti di voi.
A presto. Spero…


Emmanuele Macaluso – EM314… Uno di voi!


PS: La foto è stata scattata nel mese di ottobre 2019