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lunedì 12 ottobre 2020

COMUNICATO STAMPA: EM314 - ONLINE IL SITO WEB UFFICIALE DELL’ATLETA EMMANUELE MACALUSO

Pubblicato il sito web ufficiale di Emmanuele Macaluso, noto come EM314, l’atleta italiano che debutterà l’anno prossimo nella MTB

È stato pubblicato in queste ore il sito web ufficiale dedicato all’atleta torinese Emmanuele Macaluso. Noto anche con il soprannome di EM314 (le sue iniziali + il numero di gara), Macaluso – dopo una brillante carriera professionistica nel lancio del giavellotto – debutterà nel 2021 nel campionato MTB italiano dedicato alla categoria master. Il Cross Country (XC) la specialità prescelta.

 

Il sito, la cui immagine cordinata è stata creata disegnato dal Project Manager Creativo Federico Ottavio Barberis (BFO Stile) - che aveva già curato la creazione del logo di EM314 - è disponibile e adattivo per tutti i device. I contenuti sono disponibili in italiano e in inglese.

 

La creazione di un sito ufficiale ci è sembrato un atto dovuto - dichiarano da Factory Performance, la realtà che gestisce le attività di comunicazione di EM314 - L’attenzione che Emmanuele sta ottenendo sui social, dalla stampa e dagli sponsor ci ha spinti a creare una piattaforma che concentri tutte le informazioni legate a questo importante progetto sportivo in vista del debutto”.

 

Grande attenzione è stata data ai social media, agli sponsor e a “La Crew” (il fan club ufficiale), con l’obiettivo di creare una vera e propria comunità che segua EM314 prima virtualmente e successivamente sui campi di gara.

 

Vi invitiamo quindi a visitare il sito di EM314 all’indirizzo http://www.em314official.com

mercoledì 5 agosto 2020

EM314 - Issue # 6 – UN’ESTATE AL LIMITE DENTRO E FUORI I TRAIL

(Tempo di lettura: 2 minuti)

 

(Nella foto EM314 nel corso si un corso di tecnica di guida) 

L’estate del 2020 è caldissima e mi vede impegnato su molti fronti. Dopo il rinvio del mio debutto al 2021 a causa delle conseguenze sui calendari sportivi per il Covid-19, il progetto EM314 si è trovato al centro di un vortice di rimodulazioni e cambiamenti che hanno interessato il sottoscritto come atleta e l’organizzazione (Factory Performance) del progetto.

 

Dal punto di vista atletico, la novità di primo piano è l’ingresso nel team del mio nuovo preparatore atletico personale: Roby Daniele Sais. Presentato anche attravero la stampa lo scorso 8 luglio, Roby ed io ci siamo messi subito al lavoro per affinare la mia condizione atletica, con un processo che sta portando ad un netto miglioramento del rapporto peso-potenza. La diminuzione del peso e sapientemente bilanciata da un’accurata azione di potenziamento muscolare che prevede allenamenti specifici. Questo processo viene seguito anche dal punto di vista dell’integrazione con la supervisione di altri professionisti che presenterò ufficialmente nei prossimi mesi.

Continuano quindi gli allenamenti in bici, a bordo della mitica “Ipazia”, e adesso oltre all’azione di “gamba”, gli allenamenti prevedono anche attività sui trail e sui sentieri della collina torinese. Questi, particolarmente apprezzati tra gli amanti della MTB. Altra attività sportiva è legata alla frequentazione di corsi di tecnica di guida presso la Scuola di MTB del Maestro Piero Ruffino, volto noto nel panorama nazionale della specialità. Si continua quindi, nonostante le costanti temperature oltre i 30/32 gradi, il nostro cammino di avvicinamento al 2021.

 

Ci sono novità anche dal punto di vista organizzativo e formale. Secondo la normativa della Federazione Ciclistica Italiana, per correre nelle gare di calendario, è necessario tesserarsi per una società accreditata dalla stessa. Nelle scorse ore abbiamo trovato la società per la quale correrò nella prossima stagione. Fino alla presentazione ufficiale, che avverrà nella parte finale del 2020, non posso rivelarne il nome. Posso tuttavia anticipare che si tratta di una società molto nota, che ha vinto diversi campionati e gare soprattutto su strada. Spero di poter dare quindi il mio contributo nello sviluppo della divisione MTB all’interno di questa. In tutti i casi, posso dichiarare di essere molto soddisfatto della scelta avvenuta da ambo le parti.

 

Altro grande cambiamento è legato alla gestione delle sponsorizzazioni. A tal proposito ho delegato questa delicata area organizzativa ad una società internazionale di management. La collaborazione, su questo fronte, è già attiva e tra il sottoscritto e la mia manager, che sarà presentata ufficialmente nei prossimi mesi. Ad oggi ci sono state già concrete azioni di confronto e di pianificazione strategica che porteranno a vantaggi per il progetto EM314.

 

Si avanza quindi, e ci prepariamo con grande serietà e professionalità al nostro debutto, mentre proprio nel mese di luglio, abbiamo superato i 200 articoli nella nostra rassegna stampa e i volumi di attenzione sui social aumentano costantemente.

 

Rimaniamo in contatto,  seguimi sui miei canali social:

 

Facebook: www.facebook.com/EM314official

Instagram: www.instagram.com/emmanuelemacaluso

Twitter: https://twitter.com/E_Macaluso

Linkedin: www.linkedin.com/company/em314

domenica 21 giugno 2020

FORZA ALEX!


“Quando accade quello che è successo ad Alex Zanardi si vivono sensazioni contrastanti. Speranza e paura decidono di unirsi e diventa difficile rimanere in equilibrio. Ne senti la prossimità, perché capita qualcosa di grave a un collega che fa parte di una comunità, dove puoi anche non conoscerti, ma ti senti comunque legato. 
Gli atleti sono allenati a riprogrammarsi, per cambiare obiettivi e ritararsi su nuove sfide. Alex lo ha già fatto in passato. Molte più volte di quanto possiamo immaginare.
Ogni 30 ore, in media, muore un ciclista sulle strade italiane. Spesso non ci sono giornali o social che coprono quei tristi eventi. Spero che il destino e la capacità di resilienza di Alex ci facciano saltare queste 30 ore.
Spero che questo incidente possa sensibilizzare sulle conseguenze di una disattenzione o di una errata condivisione della strada. Ora che migliaia di persone sono attaccate ai social alla ricerca di un like. Di un hashtag che sta diventando tristemente popolare.
Spero che Alex ce la faccia. Che ce la facciano tutti.
Forza Alex.” EM
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Tutti i membri del progetto EM314 e del fan club si uniscono al pensiero di Emmanuele. Forza Alex!

mercoledì 3 giugno 2020

EM314 - Issue # 5 – UN MESE DI ALLENAMENTO DOPO IL LOCKDOWN COVID-19


(Tempo di lettura: 2 minuti)



(Nella foto EM314 per la prima volta su Colle della Maddalena)

Era il 4 maggio 2020 quando il Governo italiano ha posto fine al divieto di allenamento a seguito dell’emergenza sanitaria per il Covid-19. E puntualmente, il 4 maggio scorso, io e Ipazia siamo usciti per la prima volta dopo più di due mesi di chiusura forzata.
Per la prima uscita siamo andati a fare “una sgambata” di 45 km a Stupinigi. Da allora ho percorso circa 400 km.
400 chilometri di “gamba”, un paio di ascese sulle colline torinesi e qualche cavalcata in alcuni trail. Ho cercato quindi di riprendere contatto con tutti gli elementi che mi accompagneranno nei prossimi mesi di preparazione, in vista del mio debutto dell’anno prossimo.
Dopo un mese posso quindi fare un primo bilancio, e sulla base di questo pianificare i prossimi mesi di preparazione.

Lo scorso 6 marzo, poche ore prima della chiusura del Paese per l’emergenza Covid-19, avevo fatto il mio record personale sul mio percorso di allenamento. Da qualche mese ormai ho un “percorso fisso” all’interno del Parco Naturale della Mandria, che utilizzo per gli allenamenti. Avere un percorso fisso mi mette nelle condizioni di avere parametri fissi e punti di riferimento per valutare la progressione della mia preparazione. Lo scorso 28 maggio ho battuto quel record, con un vantaggio di circa 3 minuti e mezzo su 40 km. In altre parole mi sono dato 1 chilometro e mezzo.
Il primo mese di allenamento ha visto anche il mio primo allenamento in salita, sull’ascesa che porta al Colle della Maddalena, la collina più alta di Torino.
La mia conformazione fisica è ancora in evoluzione con un rapporto peso-potenza  spostato ancora un po’ troppo sul peso. Il mio metro e novantuno e la mia carriera da giavellottista hanno lasciato muscoli e peso. Tuttavia sono riuscito a raggiungere la cima e ho cominciato a lavorare in salita. Un fattore molto importante per me.
Tuttavia, al di là dei fattori positivi che ho esposto ci sono altri fattori che sto cercando di comprendere. Sono difficili da comprendere perché rientrano nell’ambito delle “sensazioni”. Nonostante i dati vedano dei miglioramenti, faccio una certa fatica a ricercare le sensazioni corrette nell’ambito della tecnica di guida e del recupero post allenamento. Sono convinto che si tratti di scorie del lungo periodo di stop, ma non mi fanno vivere appieno le mie performance.
So che devo aspettare (e questo lo odio) e devo continuare ad allenarmi (e questo mi piace).

Nelle prossime ore, insieme allo staff di EM314 metteremo a punto la scheda di allenamento dei prossimi due mesi. Presto ti racconterò l’evoluzione.

Nel frattempo,  seguimi sui miei canali social:

domenica 10 maggio 2020

EM314 - Issue # 4 – RITORNARE AD ALLENARSI DURANTE IL CORONAVIRUS

(Tempo di lettura: 2 minuti)

(Nella foto EM314 durante la prima uscita dopo il lockdown per il Covid-19 il 4 maggio 2020 - Ph. F. De Carli)



59 giorni. 59 giorni lontano dai trail. 59 giorni di lockdown. Una situazione in cui era difficile immaginare di trovarsi. 59 giorni chiusi in casa ad aspettare ogni giorno le 18, momento in cui la Protezione Civile dava i numeri dei contagi, dei tamponi e purtroppo dei decessi.
In questo contesto, chiuso in casa, ho provato ad allenarmi come potevo. Mi è mancata la mia “Ipazia”, la libertà di poter correre.
59 giorni senza il rumore delle gomme sulla terra e il vento che aumenta con la velocità.
Tornare ad allenarsi in bici, dal 4 maggio 2020, 20 giorni dopo aver annunciato il rinvio di un anno del mio debutto alle gare è stata un’esperienza difficile da raccontare. E in fondo non lo farò. Non ce n’è bisogno.
Basta guardare il sorriso sul mio volto nella foto allegata a questo breve articolo.
Il sorriso nonostante il male alle terga. Il sorriso nonostante il male alle gambe che in 2 mesi senza pedalare ora fanno fatica. Il sorriso di aver pareggiato il conto con la bilancia, alla continua ricerca di quel rapporto peso-potenza, che appena “molli” va verso il peso.
Il sorriso di una libertà riconquistata e data erroneamente per scontata.
Purtroppo il Covid-19 c’è ancora. Invisibile. Tra qualche giorno, passato il periodo di incubazione del virus capiremo gli effetti di questa riapertura collettiva alla vita.
Si spera di non fermarsi ancora, con la certezza però che la salute dei nostri cari – e nostra – è la cosa da salvaguardare prima ancora della nostra professione. Della nostra passione. Vedremo.
Intanto ora pedaliamo. Ci alleniamo. Proviamo a ritornare quelli che eravamo prima del DPCM di inizio marzo che ci ha protetti nelle nostre case. Lontano da tutti e (forse) un po’ più vicini a noi stessi. Il lupo torna a correre nelle foreste.
A presto



Emmanuele Macaluso – EM314

mercoledì 11 marzo 2020

EM314 - Issue # 3 - ESSERE ATLETA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS


(Tempo di lettura: 2 minuti)


“Vivi oggi. Combatti domani”Cit. dal film “La mummia”, regia di Stephen Sommers (1999)

La citazione sicuramente non rientra tra le più colte. Tuttavia, quando ho letto il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, come tutti, ho dovuto scegliere cosa fare del mio tempo da dedicare all’attività sportiva e al progetto EM314.

Preciso che non è in alcun modo mio intendimento, al contrario di molti sedicenti inflencer/testimonial (non incaricati da alcuno), dare indicazioni circa i comportamenti da tenere in queste settimane. Il decreto “tocca” l’ambito sportivo in modo chiaro, e quindi non c’è bisogno di aggiungere altro. Mi perdonerai se non mi “innalzerò” al rango di fine esegeta del foro… qual non sono.
Ricordo a me stesso, e al gentile lettore, che questo blog non è altro che un “diario di viaggio” che racconta il ritorno di un soggetto comune nel mondo dello sport dopo anni di inattività. Una condizione che mi accomuna a molte altre persone che vorrebbero avere qualche ambizione in più rispetto al giro in bici la domenica mattina. In più, il web continua ad essere un posto democratico – per alcuni troppo – e quindi confido nella bontà di coloro che hanno piacere di leggere le impressioni e le sensazioni di “uno di loro”.
Guardando i dati di lettura di questo blog, a quanto pare sono molti, e li ringrazio.

Intanto inizio con lo scrivere che non ho scelto di stare a casa. Credo che non si debba scegliere di seguire un’indicazione delle autorità competenti. L’ordinamento  giuridico è alla base di un sistema sociale civile. A quanto pare lo saremmo ancora. Quindi, stare a casa e non uscire ad allenarmi lo vedo come un mio preciso dovere civile.

Nelle prossime settimane dovrò comunque allenarmi, anche se non sarà lo stesso. Si lavorerà soprattutto sul potenziamento muscolare in casa. Anche se onestamente non so se si tratterà di potenziamento o mantenimento. Ci sarà tempo per fare le valutazioni alla ripresa delle normali sessioni di allenamento. Lavorerò anche sull’alimentazione per cercare di perdere ancora peso, continuando a valorizzare il mio rapporto peso-potenza.

Al di là del decreto, nelle ore antecedenti la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mi stavo già ponendo alcune domande che meritano qualche riflessione che desidero condividere.

Ho poco più di 40 anni e sono un soggetto tendenzialmente sano che fa sport. Apparentemente non dovrei temere per le conseguenze di un potenziale contagio. Guardando le statistiche, probabilmente “mi farei” l’influenza e arriverei alla conseguente guarigione.
In realtà questo non è detto, e non ho gli strumenti per fare SERIAMENTE una valutazione di questo tipo. Infatti, soprattutto sotto sforzo, le difese immunitarie si abbassano ed è difficile comprendere la reale capacità di penetrazione del virus nell’organismo.

Negli scorsi giorni sono arrivate indicazioni discordanti, che hanno visto addirittura virologi “litigare” tra loro. Ovviamente, con grande responsabilità civile, non attraverso un confronto scientifico privato ma a mezzo stampa. Tutto questo con ripercussioni discutibili sulla credibilità, ma con grande piacere dell’ego. Buon per loro.
Siamo passati dal “è poco più di un raffreddore” al “letale”. Con una forbice intermedia alquanto ampia. Riempita da una serie di teorie discutibili che ci sono state regalate da un’ampia offerta mediatica. La preferita di molti è stata quella che ci ha offerto la nostra TV di stato che ha dato la parola all’astrologo. Si, ho scritto proprio “astrologo”. E poco importa che lo stesso non abbia letto nelle stelle - in anticipo - l’arrivo di questo momento così problematico. E meno ancora importa che la suddetta venga pagata dal canone coatto nella bolletta della luce. In fondo è servizio pubblico. Notevole.

Non prendo in considerazione le info sui social. Umberto Eco aveva ragione. Piovono conferme a quasi ogni post.

Fatto sta, che nelle ore precedenti l’emanazione del decreto qualche domanda me la sono fatta e devo ammettere che non sono riuscito a darmi una risposta. L’innalzamento del livello a “zona rossa” per tutta l’Italia mi ha dato un’indicazione, ma ancora oggi non riesco a comprendere la reale gravità della situazione e la ricadute potenziali sulla mia salute e la pianificazione del mio lavoro. Anche in questo, credo di non essere l’unico.

Nelle scorse ore ho sentito anche dei medici, e forse in un mondo dove l’effetto Dunning-Kruger ha ormai raggiunto i livelli che forse dovrebbe avere l’istruzione, sono stati gli unici ad aver sostanzialmente ammesso di non saperne ancora molto e quindi di avere un atteggiamento prudente. Anzi, il “più possibile prudente”.
Si va dal “La situazione è in evoluzione e aspettiamo i dati”, a “La situazione è grave ma non drammatica” fino a “E’ presto per dirlo, ci sono studi che direbbero..”.

Non sono una persona particolarmente ansiosa, ma non nascondo il fatto che mi senta un po’ confuso. Quindi avrò un atteggiamento prudente. Anzi, il “più possibile prudente”.
Tipico di chi non ha risposte. Senza provare invidia per tutti coloro che hanno certezze granitiche.

Al di là delle questioni strettamente legate al virus, ritengo che non allenarsi per strada possa intanto annullare la possibilità di cadute e infortuni, lasciando gli ospedali e il personale medico libero da incombenze che si potevano evitare. Credo che anche questo sia un dovere civile.

Un piccolo inciso sulla questione ospedali. Nelle scorse ore ho ricevuto un messaggio audio. Una voce femminile, parlava di una situazione limite negli ospedali, con rianimazioni piene, nelle quali i medici si troverebbero nelle condizioni di “scegliere” chi far vivere o morire. Ovviamente la voce in questione parlava dando per scontato che tutti la conoscessimo. Senza qualificarsi.
Ecco, queste sono le uniche cose sulle quali non sono confuso in questo momento. Non le prendo in considerazione e spero che le autorità possano mettere queste “voci” di fronte alle proprie responsabilità giudiziarie. Il nostro Paese in fondo, continua a essere il Paese del “me lo ha detto ammio (con la “a” e tutto attaccato) cuggino (con due “g”)”.

Nelle prossime settimane quindi mi allenerò in casa. Da solo. Cercherò in modo disciplinato di non arretrare nella preparazione.
Contemporaneamente rimodulerò con il mio staff le attività di comunicazione del progetto EM314 dei prossimi mesi.
Discorso a parte per la preparazione tecnica, dove dovrò ripianificare i corsi di guida e gli allenamenti “di gruppo” e sui trail.
In tutti i casi, almeno fino al 3 aprile, la mia Ipazia resterà a riposo nel box.

In altre parole, cercherò di vivere oggi per combattere domani. Come molti di voi.
A presto. Spero…


Emmanuele Macaluso – EM314… Uno di voi!


PS: La foto è stata scattata nel mese di ottobre 2019